Pro Loco Città di Mercato S.Severino


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Il Convento dei Frati Minori e Chiesa di S.Antonio

I Monumenti

Il Convento e la chiesa di Sant'Antonio in Mercato S.Severino è, per il suo valore storico ed artistico, uno dei monumenti più significativi della Valle dell'Irno, oltre che testimonianza assai preziosa dell'antica presenza francescana nella zona.
La bolla della sua fondazione porta la data del 1358 e il complesso venne costruito per accogliere dei Frati Minori nel cuore dell'antico borgo di Sanseverino.
La chiesa fu costruita originariamente in tre navate a stile gotico e dedicata alla "SS.Annunziata", ma a seguito di una terribile alluvione, nella prima metà del secolo XVIII, fu ricostruita nella forma attuale e abbellita da decorazione barocche che coprirono l'originaria ed austera bellezza, le cui tracce sono oggi visibili nella zona absidale in cui è stata riportata alla luce una splendida bifora. Dopo il restauro completato nel 1760, la chiesa mutò anche nome ed ebbe il titolo di "Sant'Antonio", che conserva ancora oggi.
L'interno della chiesa
, a croce latina, si presenta ad una sola navata ampia e luminosa con cappelle laterali poco profonde. L'altare maggiore domina l'ampio presbiterio con la ricchezza di marmi policromi settecenteschi.
Al centro dell'abside, in alto, la tela dell' Annunciazione,opera di Vincenzo Conforti nell'anno 1879, ricorda l'antica consacrazione dell'intera chiesa alla Vergine Maria.
Il soffitto è un'opera grandiosa:dipinto a tempera su tavole lignee con motivi architettonici e floreali, si estende per tutta l'aula e fa da cornice alla grande tela centrale del 1731, che rappresenta la Gloria della Vergine,opera del famoso pittore Michele Ricciardi.
La prima cappella laterale di sinistra è dedicata all' altare del Crocifisso, risalente al 1749. Al centro è posto il Cristo in legno e stucco e, ai due lati, affrescati sullo sfondo, la Vergine Addolorata e la Maddalena.
La seconda da sinistra è la cappella della Madonna del Carmine. La tavola della Vergine è un'opera pregevole del secolo XVII. Dipinta da entrambi i lati, anche se probabilmente in epoche diverse, fa da coperchio all'antico armadio delle reliquie, incassato nel muro che conservava busti lignei di santi.
Uno dei tesori d'arte che custodisce la chiesa è il mausoleo di Tommaso III Sanseverino, opera di marmo finissimo di pregevole manifattura, databile intorno al 1358 e attribuita alla scuola del famoso scultore Tino da Camaino.
Nel centro della navata si aprono due grandi cappelle:sulla parte sinistra è la cappella di sant'Antonio, con decorazioni ed affreschi sulla vita del santo della seconda metà dell'ottocento.
Sulla parete opposta, a destra, si apre l'ampia cappella dell'Immacolata, che accoglie sull'altare la pregevole opera di Giovanni Bernardo Lama, della prima metà del cinquecento.
All'interno della stessa cappella si apre un altro ambiente reso suggestivo da un altare dedicato alla Madonna di Pompei, la cui immagine su tela è oggetto di grande devozione per essere appartenuto al beato Bartolo Longo, come ricorda una lapide di marmo a ricordo nel 1943.
Sulla porta della chiesa, oltre al coro ligneo, fa bella mostra di sè l cantoria dell'organo, sempre in legno, riccamente dorato, puro stile barocco.
Di notevole interesse architettonico è anche il chiostro, adiacente alla chiesa. L'originaria struttura trecentesca con archi ogivali in pietra conserva una sua suggestiva bellezza, benchè appesantito da successiv sovrastrutture.
Anche il campanile, costruito nel 1368, è tra i pochissimi di questo periodo conservati in tutta la Campania.
La presenza e l'opera dei figli di San Francesco è stata ininterrotta, con i Frati Minori Convenuali per circa cinque secoli e, dal 1841 con i Frati Minori che, ancora oggi, ne conservano la memoria e la spiritualità.

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Oggi è - Aggiornato il 11 giu 2010 | info@prolocosanseverino.it

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